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La root directory PPP Il sistema X Window Configurazione della rete Amministrazione utenti Inizializzazione del sistema Gestione dei pacchetti
| La root directory Di seguito sono elencate le directory principali contenute in / (la root directory - o radice).
/bin | In questa directory si trovano i programmi base per gli utenti (shell o comandi essenziali come ls). | /boot | Contiene file che hanno a che vedere col processo di avvio (LILO). | /dev | Dispositivi a caratteri e a blocchi. | /etc | File di configurazione e per l'inizializzazione del sistema. | /home | Le home directory degli utenti (con l'eccezione di root). | /lib | Librerie essenziali (come le librerie C e moduli del kernel). | /mnt | Mountpoint generico. | /opt | Pacchetti software opzionali. Slackware installa KDE in questa directory. | /proc | Mountpoint per il filesystem proc per interazioni col kernel. | /root | La home directory di root. | /sbin | Binari di sistema. Programmi eseguiti da root, o durante l'avvio. | /tmp | Directory temporanea. Tutti hanno permessi in lettura e scrittura qui. | /usr | Programmi per gli utenti come ad esempio X11, mozilla e pine. | /var | Log di sistema, lock file, spool mail, e spool di stampa. |
In aggiunta a quelle directory base, ce ne potrebbero essere altre. Ad esempio potresti avere una directory /mnt/cdrom dove montare il tuo drive CD-ROM, oppure /mnt/floppy per i dischetti floppy. | PPP Buona parte delle persone si connette ad internet attraverso una connessione dialup e più precisamente con PPP. Configurare la tua installazione per connettersi con PPP è molto semplice e in aggiunta, Slackware include un tool che ti aiuta in questo.
pppsetup In Slackware è incluso un programma chiamato pppsetup per configurare il tuo sistema per consentire di connettersi ad internet con un modem analogico. Condivide l'aspetto e il "comportamento" del programma netconfig.
Per eseguirlo, devi prima di tutto esser certo di essere loggato come utente root. Poi scrivi pppsetup per eseguirlo. Dovresti vedere una schermata simile a questa (simile o uguale, a seconda della versione di Slackware che stai usando).

Il programma ti presenterà una serie di domande alle quali dovrai dare risposta. Cose come il device del tuo modem, la stringa di inizializzazione e il numero di telefono del tuo ISP (provider). In alcuni casi pppsetup proporrà delle risposte prestabilite, risposte che in molti casi puoi accettare senza modifiche.
Dopo aver finito con le domande, il programma creerà ppp-go e ppp-off. Questi sono usati per far partire ed interrompere la connessione PPP. I due programmi in questione sono sistemati in /usr/sbin ed hanno bisogno di privilegi di root per venire eseguiti.
/etc/ppp Per la maggior parte dei casi, eseguire pppsetup è sufficente. Comunque, potresti avere la necessità di modificare il valore di alcune opzioni o settaggi usati dal demone PPP.
Tutte le informazioni relative alla configurazione di PPP sono nella directory /etc/ppp. Segue una lista dei files normalmente contenuti in tale directory e i relativi compiti/utilizzi.
ip-down | Questo script è eseguito da pppd dopo che la connessione è stata arrestata. | ip-up | Questo script è eseguito da pppd quando viene stabilita con successo una connessione ppp. Potete mettere in questo script tutti i comandi che volete vengano eseguiti non appena la connessione viene effettuata. | options | Opzioni generiche di configurazione per pppd. | options.demand | Opzioni generiche di configurazione per pppd quando in modalità "demand dialing". | pppscript | I comandi inviati al modem. | pppsetup.txt | Questo altro non è che un log di quello che avete inserito durante pppsetup. |
NOTA: molti di questi file non esisteranno fino a quando non venga eseguito pppsetup. | Il sistema X Window A partire da Slackware-10.0, l'ambiente X Window è fornito da Xorg. X è responsabile della gestione dell'interfaccia grafica. A differenza di Windows o di MacOS, è indipendente dal sistema operativo.
Configurare il Server X Configurare X può risultare un compito complesso. Il motivo è il vastissimo numero di schede grafiche disponibili per l'architettura PC, molte delle quali usano interfacce di programmazione differenti tra loro. Fortunatamente quasi tutte le schede grafiche al giorno d'oggi supportano uno standard video di base noto come VESA e se la vostra scheda è tra queste sarà possibile far partire X usando il comando "startx" senza ulteriori passaggi.
Se con la vostra scheda grafica non dovesse funzionare, o se intendete sfruttare le funzionalità più avanzate della vostra scheda, come l'accelerazione hardware o il rendering 3-D hardware, allora X dovrà essere configurato.
Per configurare X sarà necessario creare il file /etc/X11/xorg.conf. Questo file contiene molti dettagli riguardo all'hardware grafico, al mouse e al monitor. Questo file di configurazione è piuttosto complesso, ma fortunatamente vi sono vari programmi che aiutano nella sua creazione. Analizziamone alcuni.
xorgsetup Questo è un semplice frontend basato su menu, molto simile al programma di installazione di Slackware. Semplicemente chiede al server X di analizzare la scheda grafica e quindi impostare il miglior file di configurazione possibile basato sulle informazioni che è riuscito a raccogliere. Il file /etc/X11/xorg.conf generato dovrebbe essere un buon punto di partenza per la maggior parte dei sistemi (e dovrebbe funzionare senza ulteriori modifiche).
xorgconfig Questo è un configuratore per X basato su interfaccia a carattere pensato per l'amministratore di sistema esperto. Vediamo un semplice esempio di utilizzo. Per prima cosa occorre avviare il programma:
# xorgconfig
Verrà mostrata una schermata piena di informazioni riguardo xorgconfig. Per continuare premete enter. xorgconfig chiederà di verificare che la variabile PATH sia correttamente settata. Dovrebbe già essere così, quindi proseguiamo premendo enter.
A questo punto occorre selezionare il tipo di mouse dalla lista proposta. Nel caso non dovesse comparire quello da voi usato, selezionate il protocollo «Microsoft» -- è il più comune e molto probabilmente funzionerà. Poi xorgconfig chiederà se abilitare o meno le opzioni «ChordMiddle» e «Emulate3Buttons». Sul video sarà mostrata una descrizione dettagliata. Selezionatele nel caso il tasto centrale del mouse non dovesse funzionare con X o se il vosto mouse avesse due pulsanti (l'opzione «Emulate3Buttons» permette di simulare il pulsante centrale premendo contemporaneamente entrambi i tasti presenti). Poi inserite un nome del dispositivo di puntamento. La scelta predefinita, /dev/mouse, dovrebbe funzionare, dal momento che il link è stato creato al momento dell'installazione di Slackware. Se è in esecuzione anche GPM (il mouse server di Linux) in modalità «repeater», è possibile utilizzare il device /dev/gpmdata, per far si che X riceva le informazioni sul mouse attraverso gpm. In alcuni casi (specialmente col protocollo «Busmouse») questa modalità funziona meglio, ma la maggior parte degli utenti non dovrà impostarla.
xorgconfig chiederà quindi se abilitare o meno alcune funzionalità per i tasti speciali. Se si ha intenzione di utilizzarle rispondere "y". La maggior parte degli utenti può rispondere "n" -- rispondi così in caso di dubbio.
Nella sezione successiva andrà inserito l'intervallo del segnale di sincronismo del monitor. Per iniziare la procedura di configurazione del video premere enter. Dalla lista mostrata selezionate la vostra tipologia di monitor. Fate particolare attenzione a non eccedere le specifiche del monitor. Così facendo rischiereste di danneggiare il vostro dispositivo. Specificate l'intervallo di sincronismo verticale del vostro monitor (dovreste reperire questa informazione sul manuale). xorgconfig chiederà di inserire un identificativo per poter poi riconoscere il monitor nel file xorg.conf. Inserite quasiasi cosa (oppure non compilate il campo).
Adesso avrete la possibilità di consultare l'elenco delle schede video. Se intendete farlo rispondete "y" e selezionate una scheda tra quelle mostrate. Nel caso la vostra scheda video non compaia potete provare a selezionare una scheda che usi lo stesso chipset, probabilmente funzionerà. Poi scegliete un server X. Dovreste già aver installato il server raccomandato per la vostra scheda video, ma se così non fosse potete sempre installarlo in un secondo momento. Per usare il server raccomandato per il chipset della vostra scheda video selezionate l'opzione (5).
A questo punto dite a xorgconfig quanta memoria RAM è installata sulla scheda. xorgconfig vi chiederà di inserire una descrizione della vostra scheda video, è opzionale..
Vi verranno poi chieste alcune informazioni riguardo al RAMDAC e al generatore del segnale di temporizzazione. Potete inserirle, nel caso siate a conoscenza degli esatti valori, ma il server X sarà probabilmente in grado di rilevare questi valori in automatico. L'opzione seguente sceglie se lanciare X -probeonly per individuare le impostazioni del clock della scheda video. Puoi provare, nel caso funzioni il tempo di avvio di X si ridurrà. se non dovesse funzionare solitamente non è un grave problema. Se dovesse provocare malfunzionamenti con la tua scheda, non abilitare l'opzione.
Vi verrà poi richiesta quale risoluzione intendete usare. Anche in questo caso mantenere le impostazioni suggerite può essere un buon punto di partenza. In seguito sarà possibile modificare il file /etc/xorg.conf e riorganizzare le modalità grafiche, in modo che la risoluzione 1024x768 (o la modalità che intendete usare) sia la predefinita.
A questo punto xorgconfig vi chiederà se volete salvare il file di configurazione generato. Rispondete affermativamente e il file di configurazione sarà creato, terminando così il processo di configurazione. Potrete avviare X col comando "startx".
Selezionare un Gestore delle Finestre L'ultima operazione da portare a termine per configurare l'ambiente grafico è quella di selezionare un gestore delle finestre (window manager). Ve ne sono a disposizione dozzine, e Slackware ne offre una ampia scelta. Lanciate il programma xwmconfig per impostare il gestore delle finestre predefinito per il vostro sistema. Questo programma vi presenterà una lista dei window manager installati e permetterà di sceglierne uno.

Gli ambienti desktop posso essere inclusi in questa categoria, in quanto sono strettamente legati ai gestori delle finestre. KDE e GNOME, includendo un set omogeneo di programmi standard, sono alcuni esempi di ambienti desktop. | Configurazione della rete Il metodo migliore per configurare la connessione di rete è utilizzando il programma netconfig. Lanciatelo da utente root e vi verrà presentata una serie di domande alle quali rispondere. Il programma modificherà di conseguenza il file rc.inet1.conf.
Avrete inoltre bisogno che il kernel contenga il supporto per la vostra scheda di rete. Il programma netconfig è in grado di rilevare la scheda di rete installata nel sistema e abilitarla. Alternativamente potete editare il file /etc/rc.d/rc.modules e selezionare la vostra scheda.
Ovviamente potete anche editare i file di configurazione della rete a mano. Sono /etc/rc.d/rc.inet1.conf e /etc/rc.d/rc.inet2, discussi in dettaglio qui sotto.
Supporto DHCP Sin da Slackware 7.0, netconfig chiede se si intende utilizzare DHCP per la configurazione della rete. In alternativa potete editare rc.inet1.conf facendo si che carichi /sbin/dhcpd. Assicuratevi di avere il supporto abilitato da parte del kernel per la vostra scheda (netconfig lo può fare per voi).
rc.inet1 Il ruolo di rc.inet1 è semplice: configurare i dispositivi di rete e inizializzare in maniera appropriata il routing. Essenzialmente rc.inet1 è il file che abilita la rete in prima istanza, leggendo le opzioni di configurazione dal suo file di configurazione: rc.inet1.conf.
Questo file di configurazione è piuttosto semplice, supporta fino a 4 differenti dispositivi di rete. Per ognuno di essi c'è una sezione simile alla seguente:
# Config information for eth0: IPADDR[0]="" NETMASK[0]="" USE_DHCP[0]="" DHCP_HOSTNAME[0]=""
L'indirizzo IP (IPADDR) può essere richiesto all'amministratore della vostra rete. La maschera di rete (NETMASK) è quasi sempre 255.255.255.0, a meno che la vostra macchina non sia in testa a una sottorete (nel qual caso, probabilmente, non avete bisogno di leggere questa guida). USE_DHCP e DHCP_HOSTNAME sono usati se ottenete l'indirizzo IP da un server DHCP.
In fondo a rc.inet1.conf trovate:
# Default gateway IP address: GATEWAY="" # Change this to "yes" for debugging output to stdout. Unfortunately, # /sbin/hotplug seems to disable stdout so you'll only see debugging output # when rc.inet1 is called directly. DEBUG_ETH_UP="no"
GATEWAY è solitamente la prima macchina della vostra sottorete (anche se potrebbe non esserlo.. chiedete al vostro amministratore di rete). DEBUG_ETH_UP può essere utilizzato per scopi di debug.
rc.inet2 Se rc.inet1 vi fornisce una rete, rc.inet2 completa il lavoro di configurazione avviando i servizi che sfruttano questa rete. Ogni servizio o demone che usa la rete dovrebbe essere avviato da questo file. Molti degli script che hanno in carico l'avvio di demoni come inetd, sshd, bind, nfs, etc sono richiamati da rc.inet2.
Altri demoni (httpd, mysql, samba, etc) sono invece avviati da script di inizializzazione richiamati da rc.M, così è li che dovrete guardare se intendete disabilitarli (o se volete sapere come funzionano ;-) | Amministrazione utenti Slackware Linux utilizza shadow passwords, quindi in aggiunta ai classici file /etc/passwd ed /etc/group, c'è anche un /etc/shadow. A seguire troverete una serie di programmi e procedure con le quali è bene familiarizzare se volete essere in grado di gestire correttamente gli utenti.
Aggiungere un utente Slackware Linux rende la creazione di un utente un'operazione facile. Tutto quello che dovete fare è eseguire lo script /usr/sbin/adduser. Vi presenterà una serie di domande e successivamente completerà tutti i passi necessari a rendere funzionante un account. Poi, per gestire gli account creati potete usare i seguenti comandi
- /usr/bin/passwd - Cambia la password.
- /usr/bin/chfn - Cambia le "finger information".
- /usr/bin/chsh - Cambia la login shell dell'utente.
Rimuovere un utente Rimuovere un utente è facile quanto aggiungerlo; per farlo puoi usare il comando userdel, oppure farlo a mano.
userdel non è in grado di rimuovere un account se l'utente in questione è in quel momento loggato nel sistema; quindi devi terminare tutti i processi che appartengono all'utente che stai cancellando. Inoltre, devi eseguire il comando userdel -r (notare l'opzione -r) se vuoi cancellare la sua home dir e lo spool mail.
Rimuovere un utente manualmente richiede la modifica di alcuni file e la rimozione di alcune cose, ma è davvero semplice. Questi sono i passi necessari per rimuovere un utente a mano dal sistema:
- Rimuovere la riga in /etc/passwd. Da root aprite il file /etc/passwd, trovate la riga corrispondente all'account che stai rimuovendo e cancellala.
- Rimuovere l'user name da /etc/group. Devi rimuovere l'username da tutti i gruppi nel file /etc/group.
- Rimuovere la riga in /etc/shadow. Stesso procedimento del passo 1.
- Cancellare la home directory. Da root fai un rm -rf sulla directory di quell'account (attenzione a non sbagliare mira ;-)
- Cancellare lo spool mail. Da root devi cancellare /var/spool/mail/USERNAME
Disabilitare un utente Disabilitare un account è facile è preferibile alla cancellazione in alcuni casi. Dalle man page di passwd(1):
"User accounts may be locked and unlocked with the -l and -u flags. The -l option disables an account by changing the password to a value which matches no possible encrypted value. The -u option re-enables an account by changing the password back to its previous value."
L'opzione -l disabilita un account cambiando la password che coincide con nessun valore criptato. L'opzione -u ri-abilita l'account riportando la password al suo valore precedente. | Inizializzazione del sistema Slackware Linux utilizza il sistema d'inizializzazione BSD. Questi file sono organizzati e facili da modificare. Tutti i file del sistema d'inizializzazione risiedono nella directory /etc/rc.d. Per fare in modo che questo o quello script non venga eseguito durante l'avvio, è sufficente eliminare il permesso in esecuzione dal file. Quella che segue è una descrizione generica di quello che i vari file fanno.
Il primo programma a venire eseguito in Slackware a parte il kernel Linux è init. Questo programma legge il file /etc/inittab pervedere come avviare il sistema. Esegue lo script /etc/rc.d/rc.S per preparare il sistema prima di andare nel runlevel desiderato. Il file rc.S abilita la memoria virtuale, monta i filesystems, pulisce alcune log directory, inizializza periferiche Plug and Play, carica i moduli del kernel, configura periferiche PCMCIA, sistema le porte seriali ed esegue script System V (nel caso ve ne siano). Ci sono alcuni script in /etc/rc.d che rc.S chiama in causa per completare il suo lavoro:
rc.S | Questo è il vero e proprio script d'inizializzazione. | rc.acpid | Avvia il daemon acpi. | rc.hotplug | Questo script fa partire il sistema hotplug. | rc.modules | Carica i moduli del kernel. Cose come la tua scheda di rete, supporto PPP ed altre cose vengono caricati qui. Se questo script trova rc.netdevice, eseguirà anche quello. | rc.pcmcia | Cerca e configura qualsiasi periferica PCMCIA, se ne hai, sul tuo sistema. Questo è utile principalmente agli utenti con un laptop, i quali probabilmente hanno modem o schede di rete PCMCIA. | rc.serial | Configura le tue porte seriali eseguendo i comandi setserial appropriati. | rc.sysvinit | Cerca scripts System V init per il runlevel desiderato e li carica. Questo viene discusso dettagliatamente più avanti. |
Runlevels Dopo che l'inizializzazione è completa, init passa all'inizializzazione del runlevel. Un runlevel descrive lo stato in cui la tua macchina girerà. Il runlevel dice ad init se accetterai login multiutente o singolo, se vuoi o meno servizi di rete e se userai il sistema X Window o agetty per gestire il login (login grafico nel primo caso, testuale nel secondo). I seguenti file definiscono i diversi runlevel in Slackware Linux.
rc.0 | Arresta il sistema (runlevel 0). Di default questo è un symlink a rc.6. | rc.4 | Avvio multiutente (runlevel 4) ma con login grafico attraverso KDM, GDM o XDM come login manager. | rc.6 | Riavvia il sistema (runlevel 6). | rc.K | Avvio in modalità utente singolo (runlevel 1). | rc.M | Avvio multiutente (runlevel 2 e 3), ma con il login standard testuale. Questo è il runlevel di default in Slackware. |
Inizializzazione della rete I runlevel 2, 3 e 4 faranno partire i servizi di rete. I seguenti file sono responsabili di questo processo.
rc.inetd | Avvia inetd (vedere /etc/inetd.conf) | rc.inet1 | Questo script viene usato per attivare le varie interfacce di rete | rc.inet1.conf | Modificato dal comando netconfig, questo file è responsabile della configurazione delle interfacce di rete. | rc.ip_forward | Attiva l'IP packet forwarding. | rc.inet2 | Viene fatto partire dopo rc.inet1 ed avvia i servizi di rete base. | rc.wireless | Questo script configura periferiche wireless PCI, USB e Cardbus a 32-bit - NON schede PCMCIA 16-bit (quelle sono configurate in /etc/pcmcia). | rc.wireless.conf | Configurazione adattatori LAN wireless. | rc.atalk | Avvia i servizi AppleTalk. | rc.bind | Avvia il name server BIND (named). | rc.httpd | Fa partire il server web Apache | rc.mysqld | Avvia il server MySQL. | rc.news | Avvia il server news. | rc.nfsd | Avvia lo RPC portmapper. | rc.portmap | Avvia il server NFS | rc.samba | Avvia i servizi di condivisione file e stampa. | rc.sshd | Avvia il secure shell server (sshd). |
Compatibilità System V Fin dalla versione 7.0, Slackware include la compatiblità System V. Molte altre distribuzioni Linux fanno uso di questo stile invece di quello BSD. Praticamente, ogni ad ogni runlevel è associata una sotto directory per gli script, lo stile BSD invece ha uno script per ogni runlevel.
Lo script rc.sysvinit cercherà script System V in /etc/rc.d e una volta nel runlevel appropriato li eseguirà. Il supporto System V di Slackware è utile per alcuni pacchetti software commerciali che, vista la maggiore diffusione di System V, installano questo tipo di script.
Altri file Gli script descritti di seguito sono altri script di inizializzazione. Vengono solitamente eseguiti da uno degli script elencati in precedenza.
rc.cdrom | Se abilitato questo file cercherà un CD-ROM nel tuo drive e lo monterà sotto /mnt/cdrom nel caso ne trovi uno. | rc.gpm | Avvia il servizio generic purpose mouse, che ti consente di tagliare ed incollare nella console Linux. | rc.ibcs2 | Avvia il supporto Intel Binary Compatibility. | rc.font | Carica il font scelto per la console. | rc.local | Questo è un file inizialmente vuoto, ma che l'amministratore del sistema può utilizzare per far eseguire comandi durante l'avvio, dopo che tutto il resto dell'inizializzazione ha avuto luogo. |
| Gestione dei pacchetti Il sistema di gestione dei pacchetti di Slackware utilizza file tar ordinari e permette di tener traccia dei pacchetti che installate, rendendone semplice l'aggiornamento o la rimozione durante il periodo di vita della macchina.
Slackware mette a disposizione un programma interattivo per gestire i vostri pacchetti. Potete usare pkgtool per gestire la loro aggiunta e rimozione dal vostro sistema.

Potete anche usare le seguenti utility da riga di comando per lavorare con i pacchetti. Qui sotto è riportata una breve panoramica dei comandi, tuttavia è sempre bene consultare la pagina del manuale (man nome_comando) prima del loro utilizzo.
installpkg Digitando installpkg nome_pacchetto.tgz potete installare i pacchetti nel vostro sistema. Vi sono anche alcune opzioni che potete utilizzare:-warn | Genera un report di quanto sarebbe stato fatto nel caso di installazione del pacchetto e lo invia sullo standard output. Non installa il pacchetto. | -root altraroot | Installa il pacchetto usando un'altra destinazione invece di /. In questo caso userebbe /altraroot come radice. Settare la variabile di ambiente ROOT avrebbe lo stesso effetto. | -infobox | Usa /bin/dialog per mostrare una schermata informativa mentre viene installato il pacchetto. Principalmente usato quando installpkg è chiamato in causa da altri script. | -menu | Usa /bin/dialog per mostrare un menu che chiede all'utente se vogliano o meno installare il pacchetto (o i pacchetti). Principalmente usato quando installpkg è chiamato in causa da altri script. | -ask | Usato con la modalità menu. Quando selezionato, chiede se un pacchetto deve essere installato, non tenendo conto della priorità (vedere la prossima opzione). | -priority | Quando viene installato con l'opzione -menu, i livelli di priorità (si trovano nel file tagfile nella directory con il pacchetti) sono usati per installare automaticamente (ADD) o saltare (SKIP) un pacchetto, o se suggerire raccomandato (REC) piuttosto che opzionale (OPT) all'utente. Se una priorità è settata da riga di comando, sovrascriverà il valore presente nel tagfile. | -tagfile /nomedir/tagfile | Specifica di usare un file differente dal tagfile di default (che sarebbe il "tagfile" presente nella stessa directory dei pacchetti). |
removepkg Nella sua forma più semplice, removepkg rimuove il pacchetto specificato. La sintassi generale è removepkg nomepacchetto. Vi sono anche alcune opzioni che potete utilizzare:-warn | Genera un report di quanto sarebbe stato fatto nel caso di rimozione del pacchetto e lo invia sullo standard output. Non rimuove il pacchetto. | -preserve | Questa opzione ricostruisce il sottoalbero del pacchetto in /tmp/preserved_packages/nome_pacchetto, dove nome_pacchetto è il nome del pacchetto specificato. | -copy | Ricostruisce il sottoalbero del pacchetto in /tmp/preserved_packages/nome_pacchetto, ma non lo rimuove (stesso effetto di -warn -preserve). | -keep | Salva i file temporanei creati da removepkg. Utile in caso di debug. |
upgradepkg Aggiorna un pacchetto già installato col pacchetto specificato. Se i pacchetti hanno lo stesso nome, basta lanciare upgradepkg nome_pacchetto per effettuare l'aggiornamento. Se il nuovo pacchetto ha un nome differente rispetto a quello correntemente installato, allora dovrà essere usata questa sintassi:
upgradepkg nome_pacchetto_vecchio%nome_pacchetto_nuovo
Non aggiungere alcuno spazio tra la coppia di nomi di pacchetti.
makepkg Crea un nuovo pacchetto compatibile Slackware. Il programma usa il contenuto della cartella corrente per creare il pacchetto. Assicuratevi di leggere la pagina di makepkg del manuale per informazioni riguardo agli script che possono essere integrati nei pacchetti Slackware.
explodepkg Estrae il contenuto di un pacchetto compatibile Slackware nella cartella corrente. Non esegue gli script integrati nel pacchetto. Questa utility è principalmente utile per scopi di manutenzione (si scompatta il pacchetto, lo si aggiorna, si ricrea il pacchetto con makepkg).
rpm2targz Converte un pacchetto RPM (RedHat Package Manager) in un pacchetto compatibile Slackware. Nel caso vi imbattiate nella necessità di ottenere qualcosa distribuito nel solo formato RPM, questo programma potrebbe tornarvi utile. La sintassi è:
rpm2targz nome_file.rpm
NOTA: Lanciando rpm2targz verrà creato un file con estensione .tar.gz, mentre lanciando rpm2tgz verrà creato un file con estensione .tgz. Entrambi i file sono i medesimi, l'unica differenza è il formato dell'estensione (alcuni utenti preferiscono l'una rispetto all'altra).
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